LATINORUM - LETTERATURA - AUTORI - VARRONE
La vita
Varrone nacque a Rieti nel 116 a.C. e la sua educazione fu curata dal filologo Elio Stilone (che fu anche maestro di Cicerone, scrisse diverse orazioni, pubblicò le opere dell’amico Q. Metello Numidico, si dedicò all’interpretazione di testi antichi quali le Leggi delle XII Tavole e i Carmi Saliari e studiò i testi di Plauto) e dal filosofo Antioco di Ascalona (figura eclettica, a metà tra platonismo e stoicismo). Percorse i vari gradi del cursus honorum e partecipò a numerosi eventi bellici al fianco di Pompeo (contro Sertorio e contro i pirati). Alla fine della guerra civile, tuttavia, Cesare usò nei suoi confronti la sua proverbiale clementia e gli affidò l’incaricò di organizzare una grande biblioteca a Roma.
Le opere
Varrone fu il più grande filologo e antiquario della tarda repubblica. Al suo sommo interesse per la grammatica e la filologia si devono le opere:
De antiquitate litterarum;
Quaestiones Plautinae;
De comoediis Plautinis;
De scaenicis originibus;
De actionibus scaenicis;
De personis;
De descriptionibus;
De lingua latina.
Al suo interesse per l’antiquaria si devono invece le Antiquitates rerum humanarum atque divinarum, di cui ci restano solo frammenti citati da autori cristiani in tono polemico. Le Antiquitates costituiscono una trattazione organica di tutto il patrimonio cultuale, mitico e istituzionale della civiltà latina.
Tutt’altro fine hanno le Saturae Menippeae, quasi del tutto perdute. Si trattava di un prosimetro dalle caratteristiche eccentriche rispetto alla tradizione satirica iniziata da Ennio e Lucilio: i titoli delle satire sono in greco e il loro contenuto è spesso allegorico.
Alla vita agricola, ai suoi valori e alle sue piacevolezze è dedicato il trattato dialogico, in tre libri e conservatoci per intero, intitolato Rerum rusticarum libri o De re rustica.