Web latino.otforum.it

LATINORUM - LETTERATURA - AUTORI - QUINTILIANO



  • La vita e cenni sulle Bucoliche
    Virgilio nasce ad Andes nel 70 a.C. e muore a Brindisi nel 19 a.C. dove approdò dopo un viaggio in Oriente. Le sue ossa vennero trasportate a Napoli, dove, prima del 40 a.C., aveva frequentato la scuola di Sirone.
    Sul suo epigramma c'era scritto "Mantua me genuit, calabri rapuere, tenet nunc Parthenopa. Cecini Pasqua, Rura, Duces" ("Mi ha generato Mantova, mi rapiscono i Calabri, mi tiene ora Napoli. Cantai i Pascoli (le Bucoliche), la Campagna (le Georgiche) e i condottieri (l'Eneide)").
    Le sue terre furono sottratte da Augusto per darle ai veterali dopo la battaglia di Filippi. Grazie all'intertemediazione di Asinio Pollione, il poeta Mantovano riuscirà a riprendersele (questo episodio viene trattato nella prima ecloga delle bucoliche).
    Le Bucoliche sono dieci ecloghe pastorali di cui era stato iniziatore Teocrito.
    La poesia pastorale parla della campagna in maniera non realistica. La descrive come un luogo di evasione edenivo. la campagnaè un luogo di poesia perché i pastori, sotto gli alberi frondosi, compongono versi.

  • Similitudini e differenze con Teocrito nelle Bucoliche

    Come anticipato prima le Bucoliche Virgiliane riprendono il modello di Teocrito: l'ambientazione è agreste e la natura ha un forte rilievo
    Nonostante tutto vi sono alcune importanti differenze:
    - maggior approfondimento psicologico: vengono alla luce la felicità, la tristezza dei personaggi
    - paesaggio interiorizzato: Virgilio conferisce al paesaggio un'atmosfera che riflette gli stati d'animo dei personaggi
    - ironia bucolica "teocritea": non utilizzata da Virgilio, essendo molto legato alla terra
    - rapporto con la realtà contemporanea: nella I e IX ecloga c'è il riflesso degli avvenimenti accaduti in Roma (l'espropriazione delle terre). La IV bucolica parla della nascita di un "puer" che allude all'inizio dell'età dell'oro (furono molteplici le interpretazioni nel MedioEvo sul misterioso Puer. Alcuni lo affiancarono a Gesù Cristo)

  • Le Georgiche
    Nel 39 a.C. Virgilio entra nel circolo di Mecenate ed è proprio in questo periodo (dal 38 al 30) che il poeta scrive le Georgiche.
    Lo stile in questa sua opera è notevolmente più elevato rispetto alle Bucoliche.
    Si tratta di un poema didascalico diviso in 4 libri che possono essere raggruppati in due maniere differenti:
    Prima maniera: I e II libro parlano della coltivazione. Il III e il IV parlano dell'allevamento
    Seconda maniera: I libro (Guerra civile) e III (peste) libro hanno toni molto pessimistici e tragici. Il II (Elogio all'Italia) e il IV (elogio di Augusto) hanno invece un tono molto più positivo.

    E' importante sottolineare come le Georgiche non siano manuali di agricoltura, bensì un richiamo alla romanità (mos maiorum e pietas), che riguardano collettività (agricoltura) e individuo (attività manuale).
    La sintassi delle Georgiche è caratterizzata da frasi articolate e complesse.

  • L'Eneide
    E' la storia di Enea, eroe troiano, figlio di Venere e di Anchise, progenitore di Romolo e capostipite della gens Iulia a cui appartiene Giulio Cesare Ottaviano Augusto. Dunque il protagonista del poema è un vero eroe del ciclo troiano già presente in Omero, ma diventa al tempo stesso la personificazione e il simbolo dei valori nazionali romani.
    L'utilizzazione dell'epos ai fini storico-politici, celebrativi ed encomiastici, aveva già avuto nella letteratura latina molti precedenti, di cui i più importanti, per l'influsso esercitato su Virgilio, sono i due poemi di Nevio (Bellum Poenicum) e di Ennio (Annales).
    Tuttavia, rispetto alla tradizione anteriore che aveva narrato in termini epici la storia di Roma, il poeta augusteo innova radicalmente.
    A differenza dei precedenti arcaici, infatti, l'Eneide non è un'opera epico-storica d'argomento contemporaneo. Nel poema permane, bensì quella compresenza di mitologia e storia che caratterizzava l'epica latina anteriore, ma qui il mito assume il posto centrale e diventa il nucleo primario della vicenda, tanto che il protagonista non è Augusto, ma Enea; la storia viene recuperata, o sotto forma di profezia del futuro, o con procedimento eziologico, individuando nell'antichità mitica la causa remtoa di avvenimenti, riti, costumi moderni.
    In virtù di questa impostazione l'autore, pur mostrando nella sua opera precise consonanze con taluni motivi dell'ideologia e della propaganda augustee, evita un coinvolgimento troppo diretto con gli eventi contemporanei (come sarebbe avvenuto in un epos panegiristico sulle imprese di Augusto) e, grazie a questo distacco, può ampliare la prospettiva e il significato della propria poesia, innalzandosi al di sopra dei fatti contigenti.
    Ecco un brevissimo riassunto dell'opera che potete trovare tradotta su latinorum:
    Primo Libro: i Troiani sono in navigazione quando vengono sorpresi da una furiosa tempesta scatenata ai loro danni dalla dea Giunone. Essi riescono a scampare al naufragio e giungono a Cartagine dove sono accolti cordialmente dalla regina Didone. La stessa Didone, innamorata di Enea, gli chiede di raccontare le proprie avventure
    Secondo Libro:Enea narra la caduta di Troia
    Terzo libro: l'eroe narra il viaggio avventuroso verso l'Italia. In Sicilia Enea perde il padre Anchise, stroncato dalla fatica
    Quarto libro: è dedicato alla storia d'amore tra Didone e Enea. Quando Enea partirà, la regina di Cartagine lo maledirà insieme alla sua stirpe, prima di togliersi la vita
    Quinto libro: descrizione dei giochi funebri che Enea celebra in memoria del padre una volta arrivato in Sicilia.
    Sesto libro: Enea scende agli inferi dove incontra l'ombra di Didone che oppone alle sue parole un ostinato e ostile silenzio
    In questo viaggio Enea incontra anche Anchise che gli mostra i suoi futuri discendenti e con questo espediente il poeta introduce i più importanti personaggi della storia romana: Romolo, Cesare e Cesare Augusto il nuovo fondatore che estenderà l'impero fino ai confini del mondo
    Settimo libro: Enea arriva nel Lazio e scoppia la guerra
    Ottavo libro: Enea risale il corso del Tevere e si allea da Evandro, re della regione su cui un giorno sorgerà Roma.
    Nono libro: Eurialo e Niso, due amici troiani inseparabili, tentano una sortita notturna attraverso l'accampamento notturno, rimanendo però uccisi
    Decimo libro: muore Pallante, ucciso da Tirno e Lauso, ucciso da Enea. Mezenzio, scosso dalla morte del giovane figlio (Lauso)muore sotto i colpi di Enea
    Undicesimo libro: morte di Camilla, valorosissma vergine guerriera, dopo aver sterminato numerosi Troiani
    Dodicesimo libro: racconto del duello decisivo tra Enea e Turno. Turno, ferito, supplica Enea di graziarlo. L'eroe esita, ma poi, scorgendo il bàalteo di cui Turno aveva spogliato Pallante dopo averlo ucciso, compie il suo dovere verso l'alleato e ospite Evandro e vibra al nemico il colpo mortale. Con la morte di Turno si conclude il poema.

    Per concludere una nota sul personaggio di Enea. un eroe che accanto alle virtù tradizionali e proprie dell'eroe epico e del condottiero romano, ha anche molti tratti tipici della humanitas e della sensibilità virgiliane, come la tristezza della solitudine, l'angoscia del dubbio e una viva compassione per gli infelici e i vinti.