LATINORUM - LETTERATURA - AUTORI - PROPERZIO
La vita
Properzio nasce in Umbria nel 49/48 a.C. da famiglia di ceto equestre. Venuto a trovarsi in ristrettezze economiche a seguito delle confische subite durante la guerra del 41/40 (grandi rivolte dei proprietari italici represse da Ottaviano), il giovanissimo Properzio si reca a Roma per intraprendere gli studi e la carriera forense. Qui, appena dopo la pubblicazione della sua prima raccolta di elegie (Monòbiblos) entra a far parte del circolo di Mecenate. A questo primo libro ne faranno seguito altri due, dedicati alla figura di Cinzia; un quarto ed ultimo libro, di contenuti differenti, pubblicato, a quanto pare, intorno al 16 a.C., precederà di poco la morte del poeta.
Le opere
Nel 28 a.C. Properzio pubblica il Monòbiblos col titolo Cynthia. Si tratta di una raccolta di elegie dedicate ad una coltissima cortigiana di nome Hostia. Come accadeva per Catullo e per Tibullo, anche la relazione tra Properzio e Cinzia è sofferta; ma della sofferenza e della degradazione sociale cui il poeta va incontro per essersi innamorato di una cortigiana, Properzio fa un vanto. In questo suo primo libro emerge il chiaro rifiuto del mos maiorum, in nome di una vita completamente dedicata alla poesia e al servizio della donna amata.
Il coinvolgimento sentimentale di Properzio si affievolisce man mano che, passando per il secondo libro, ci avviciniamo al terzo: i contatti con Mecenate e i poeti del suo circolo e le richieste di collaborazione alla politica culturale di Augusto mettono in discussione il sistema morale di Properzio; Nel terzo libro è adombrata la possibilità del discidium, la separazione definitiva da Cinzia.
Come già detto, il quarto libro si caratterizza per una certa autonomia tematica: cedendo, dopo vari tentennamenti, alle richieste di Mecenate, ma pur rimanendo coerente con i principi della sua poetica (che è una poetica tipicamente alessandrina e callimachea), Properzo si dedica ad un’elegia civile: sul modello degli Àitia di Callimaco, compone una serie di elegie dedicate allo studio delle origini di Roma e del mito; l’amore non è assente in quest’ultima raccolta: Cinzia è dipinta a tinte fosche e il trasporto giovanile del poeta verso una relazione anticonvenzionale si stempera in una rivalutazione dell’eros tradizionale e dei rapporti familiari.
Lo stile
Se lo stile di Tibullo era chiaro e lineare, quello di Properzio è complesso: giochi retorici ed esasperata ricerca espressiva dominano lo stile di un poeta che, proprio per la sua difficoltà, ha trovato grande ammirazione nel pubblico moderno.