LATINORUM - LETTERATURA - AUTORI - PETRONIO
La vita
Non sappiamo nulla di colui che la tradizione antica indica come l’autore del Satyricon, Petronius Arbiter. Tuttavia, il particolare taglio che il romanzo sin dal titolo denuncia potrebbe far pensare ad un collegamento con la figura di un cortigiano di Nerone, di nome Petronio, che l’imperatore, per la sua raffinatezza, aveva nominato ‘arbitro dell’eleganza’ e, successivamente, a seguito di intrighi di palazzo, aveva obbligato al suicidio. Tacito (Annales, XI, 18-19) ci descrive la paradossale situazione della sua morte: si taglia le vene durante un banchetto ma, per rallentare la morte, le fascia… per poi riaprirle e rifasciarle a piacimento. Personaggio particolarissimo,dunque, e di tendenze epicuree in un mondo dominato dalla filosofia stoica, rappresenta il polo opposto alla sapienza senecana. Il taglio parodistico del Satyricon si sposa bene con la figura di un personaggio che ha fatto parodia della sua stessa morte.
Il romanzo
Se dunque accettiamo l’attribuzione del romanzo a Petronio Arbitro, la composizione dell’opera va collocata nel I sec. d.C.
La tradizione ci ha conservato soltanto i libri 14, 15 e 16 di un’opera presumibilmente mastodontica; non ne conosciamo né l’antefatto né il finale.
I libri superstiti ci presentano una vicenda ambientata in una graeca urbs della Campania. La storia è narrata in prima persona da Encolpio, un giovane fresco di studi che si trova ad affrontare una serie incredibile di peripezie. Pare di capire, tra le altre cose, che Encolpio soffra di disturbi di impotenza per aver offeso Priapo, il dio del fallo. Condividono le sue vicende altri due personaggi: Ascilto, coetaneo di Encolpio, e Gitone, un ragazzetto il cui amore è conteso tra i primi due. Ad un certo punto, Ascilto scompare e gli subentra il vecchio Eumolpo…
Il genere
Il Satyricon si nutre di due grandi modelli: il romanzo greco ‘di prove e d’avventura’ (vicende stereotipate: due fidanzati, bellissimi, castissimi e giovanissimi, dopo traversie indicibili, riescono a ritrovarsi e a sposarsi) e il romanzo latino ‘d’avventure e costume’ (tematiche affini al romanzo greco con una maggiore attenzione per gli aspetti sociali). Il Satyricon fa parodia del romanzo greco mettendo in scena un trio omosessuale di amanti nient’affatto casti ma, allo stesso tempo, ci fornisce un preziosissimo spaccato della corrotta società dei liberti arricchiti all’epoca di Nerone.