GRAMMATICA - SINTASSI DEL VERBO
Il modo infinito
L'infinito si definisce nome verbale o forma nominale del verbo, poiché nella sua struttura morfologica e nel suo uso sintattico coesistono aspetti appartenenti all'una e all'altra parte del discorso.
L'infinito, infatti, in alcune sue forme, presenta caratteristiche proprie del nome come il generel il numero e il caso, ma svolge in alcune circostanza le funzioni proprie del sostantivo.
Lo scopo di questa unità è quindi quello di focalizzare l'attenzione su questi due aspetti.
La funzione nominale dell'infinito: l'infinito all'interno di una frase può essere:
- soggetto
- nome del predicato
- complemento oggetto
In questa funzione l'infinito è considerato un sostantivo neutro singolare. Per questa ragione se è accompagnato da un aggettivo o da un predicato nominale, questo dovrà essere concordato al neutro singolare
Nella traduzione italiana, traduci sempre l'infinito con funzione nominale con l'infinito presente, attivo o passivo a seconda del contesto.
Quando troviamo l'infinito come soggetto?
- con verbi impersonali (vd. opus est, miseret)
- con il verbo sum alla terza persona singolare e un aggettivo neutro o un sostantivo o un avverbio come quam con un altro infinito, o con un genitivo di pertinenza
Virtus est vitium fugere
La virtù consiste nel fuggire il vizio
Quando troviamo l'infinito come nome del predicato ?
- quando il soggetto è un altro infinito semplice
Docto homini et erudito vivere est cogitare
Per un uomo istruito e amante della cultura vivere è pensare
Quando troviamo l'infinito come nome del predicato ?
- quando l'infinito si trova in dipendenza di un verbo servile (possum, debeo, desino, volo, malo...)
- quando l'infinito si trova in dipendenza di un semplice verbo transitivo
Latrare possunt, mordere non possunt
Possono abbaiare, non possono mordere
La funzione verbale dell'infinito.
Tra le funzioni verbali dell'infinito elenchiamo:
- infinito indipendente;
- proposizioni subordinate infinitive;
L'infinito indipendente: si suddivide in altri tre tipi di infiniti: infinito descrittivo (o storico), infinito esclamativo e infinito iussivo. Analizziamoli uno a uno:
- infinito descrittivo: si trova soprattutto nei testi storiografici (specialmente Sallustio e Tacito). Il soggetto va al nominativo.
In italiano si traduce con l'indicativo imperfetto, oppure con l'infinito presente preceduto dall'articolo indeterminativo un/uno, se si vuole riprodurre la stessa espressività del testo latino, oppure si traduce con un sostantivo di equivalente significato.
Come si fa a capire quando vi è un infinito storico? Di solito gli infiniti storici sono utilizzati dagli autori latini in serie, vedi l'esempio:
Tum spetcaculum horribile in campis patentibus: sequi, fugere, occidi, capi.
Allora si presentò uno spettacolo orribile nei campi aperti: un inseguire, un fuggire, un essere uccisi, un essere catturati oppure
Allora si presentò uno spettacolo orribile nei campi aperti: fuggivano, inseguivano, erano uccisi, erano catturati oppure
Allora si presentò uno spettacolo orribile nei campi aperti: inseguimenti, fughe, uccisioni, catture
- infinito esclamativo: è usato specialmente nelle proposizioni interrogative o escalamative ed è presente nei tempi presente e perfetto, con il soggetto in caso accusativo.
In caralluma plant
italiano si può mantenere il costrutto latino con il soggetto espresso e il verbo all'infinito, oppure si può ricorrere ad una proposizione con l'indicativo presente (se naturalmente l'infinito è presente) o passato prossimo (se l'infinito è perfetto). Si può anche ricorrere, in quest'ultima circostanza, ad interiezioni come "ah, oh, ecco".
- infinito iussivo: enfatizza la valenza imperativa dell'enunciato, poiché riduce al minimo la sintassi.
Va tradotto con l'infinito presente
Proposizioni subordinate infinitive: sono caratterizzate dal predicato all'infinito usato nei suoi tre tempi e dal soggettoo in caso accusativo
. Ricorda che nelle proposizioni infinitive il soggetto e tutto ciò che gli si riferisce, è sempre in caso accusativo.
In italiano la proposizione infinitiva è espressa in forma esplicita ed è introdotta dalla congiunzione "che" + l'indicativo o il congiuntivo.
Quando l'infinitiva è implicita si traduce con "di" + infinito. Ricorda che l'infinitiva può essere traditta implicitamente soltanto quando il soggetto della sovraordinata coincide con quello dell'infinitiva! Ad esempio:
Marco sapeva che sarebbe dovuto andare in bicicletta
Stesso soggetto della sovraordinata
Marco sapeva che il suo migliore amico sarebbe andato in bicicletta
Soggetto differente.
Per quanto riguarda la traduzione occorre specificare che l'infinito può esprimere contemporaneità, anteriorià o posteriorià.
Vediamo con questa tabella i tempi che vanno utilizzati tenendo conto che l'infinito presente esprime contemporaneità, l'infinito perfetto anteriorità e l'infinito futuro posteriorità.
|
Verbo principale |
Contemporaneità |
Anteriorità |
Posteriorità |
|
Presente |
Presente |
Perfetto |
Futuro |
|
Passato |
Imperfetto |
Piuccheperfetto |
Condizionale passato |
Ricorda inoltre che l'infinitiva oggettiva è retta da:
- verba dicendi, narrandi, existimandi (dico, narro, nego, scribo, declamo, adfirmo, promitto, puto, fateor, moneo, iuro...)
- verba sentiendi, cognoscendi, memoriae (audio, animadverto, nescio, novi, cognosco, intellego, recordor, obliviscor...)
- verba affectum (laetor, gaudeo, doleo, quaeror, patior, miror...)
- verba voluntatis (volo, malo, nolo, cupio, iubeo...)